flatlandia

Flatlandia, racconto fantastico a più dimensioni

Titolo:Flatlandia, racconto fantastico a più dimensioni

Autori: Edwin A. Abbot

Casa Editrice: Adelphi

Perchè leggerlo:

In questo romanzo fantastico l’autore tratta temi di carattere sociale e culturale, denunciando la società gerarchica, ottusa e maschilista di fine ‘800 mediante lo strumento della geometria. Il protagonista del testo è un quadrato, che vive nel mondo delle due dimensioni, la Flatlandia, dove chi ha più lati ricopre un ruolo di maggior rilievo e si trova ad un grado superiore nella scala sociale, ad esempio i supremi sacerdoti sono dei cerchi, intesi come il limite di un poligono costituito da infiniti lati. Essi stabiliscono tutte le regole e sono a capo della piramide sociale. Si tratta quindi di una società molto gerarchizzata e con poca o nessuna libertà di pensiero. Le donne, in particolare, hanno un ruolo subordinato nella società, infatti sono rappresentate come dei segmenti “senza cervello”. L’autore riesce anche a far riflettere sull’incapacità di riconoscere ciò che è altro da noi e sulle dinamiche di autoreferenzialità che risultano ancora attuali. Quando infatti il quadrato in sogno visita Linelandia, il mondo ad una dimensione, dove gli abitanti sono segmenti o punti disposti su un’unica retta, cerca di far capire al monarca di questo regno l’esistenza delle due dimensioni, cioè il “vero mondo”, ma lui non gli crede e lo caccia come eretico. Stessa sorte capita quando si reca a Pointlandia, mondo senza alcuna dimensione, il cui unico abitante è un punto che non concepisce altri all’infuori di se stesso. Il mondo della Flatlandia viene anche visitato da una sfera, abitante di Spacelandia, la terra delle tre dimensioni che trasporta il quadrato nel suo mondo, permettendogli di avere una nuova visione della realtà. Il quadrato è fortemente colpito da ciò che vede, tanto da convertirsi alla nuova “teoria dimensionale” facendo della sfera il suo profeta. Quando però il quadrato, con un lampo di genio, comincia ad ipotizzare l’esistenza delle quattro e più dimensioni, Thoughtlandia, il maestro si dimostra più ottuso dell’allievo, bloccandone i pensieri e riportandolo al suo mondo. L’autore denuncia quindi la società di fine ‘800 e allo stesso tempo permette di far intuire al lettore la quarta dimensione intesa come una variazione dello spazio nel tempo, anticipando le scoperte di Einstein agli inizi del ‘900 con la “Teoria della Relatività”.

Recensione a cura di Classi Prime dell’Istituto Tecnico Economico per il Turismo di Montesano sulla Marcellana (SA)